Informazioni

Dal punto di vista tecnico i distillati fanno parte
delle cosiddette bevande spiritose ovvero bevande
alcoliche con caratteristiche organolettiche
particolari e un titolo alcolometrico minimo
di 15% vol. Le bevande spiritose sono prodotte sia
direttamente mediante distillazione, macerazione
o aggiunta di aromi, sia mediante miscelazione di
una bevanda spiritosa con un’altra bevanda, con
alcol etilico di origine agricola o con taluni distillati.

Di fatto nella categoria bevande spiritose oltre
alle acquaviti vi sono compresi i liquori, che sono
miscele di alcool o altri distillati con acqua,
zucchero e sostanze aromatiche diverse,
nonch├ę gli amari.

Teoricamente un distillato si pu├▓ ricavare da
qualunque materia zuccherina fermentabile.
Tuttavia le materie prime pi├╣ usate per
la produzione di distillati sono: il vino, le vinacce,
il mosto d’uva, il sidro, la canna da zucchero,
i cereali, le radici ed i tuberi amidacei o zuccherini,
frutti da cui si distillano le acquaviti corrispondenti.

Esistono innumerevoli altri distillati prodotti con
i pi├╣ diversi fermentati, anche di origine animale,
spesso di uso estremamente locale. La tecnica
distillatoria era già nota ai babilonesi ed agli antichi
egizi che distillavano il vino ed il sidro. Essa fu
conosciuta dai greci, che la usavano per ricavare
acqua dolce dal mare, ma non per gli alcolici; la
distillazione era patrimonio dei sacerdoti e di pochi
adepti in Egitto durante l’epoca ellenistica romana,
e venne trasmessa agli arabi. La diffusione dei
distillati in occidente inizi├▓ intorno al X secolo
grazie alla Scuola medica salernitana che riprese
le tecniche insegnate dai medici arabi andalusi,
estraendo l’acquavite dal vino, dapprima solo
per uso medicinale.


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